Mobbing da maternità

La discriminazione durante le fasi di reclutamento per le donne in maternità risulta ancora oggi molto presente. Se nella vita privata avere un figlio non può che rappresentare una risorsa incondizionata, per una donna in cerca di lavoro può trasformarsi in una difficoltà.

 

Tuttavia, la gestione del processo di reclutamento di personale che esclude le assunzioni di lavoratrici in gravidanza costituisce un comportamento discriminatorio.


Questo comportamento è confermato dai dati pubblicati dall’Istat, il cui esito constata l’assunzione di 412 donne e 343 uomini, ma nessuna assunzione di lavoratrici in gravidanza.

 

Di fronte a dati e statistiche non vi è molta possibilità di dibattito, per questo alle lavoratrici dovrebbe essere riconosciuto il risarcimento del danno da perdita di chance. 

 

Qui il link  per l’articolo completo su Il Sole 24 Ore

woman.png