Economia circolare: l’Italia è leader in UE nel riciclo dei rifiuti

Gli eventi drammatici degli ultimi due anni, come l’aggravarsi della crisi climatica e la pandemia, hanno provocato l’aumento dei costi delle materie prime e hanno evidenziato la necessità di accelerare il processo verso l’economia circolare. 

Il Rapporto 2022 del Circular Economy Network (CEN), promosso da un gruppo di imprese e di organizzazioni in collaborazione con la Fondazione per lo sviluppo sostenibile, evidenzia la necessità di convertire i modelli di produzione e di consumo circolare. 

Ma l’Unione Europea e l’Italia sono pronti alla transizione verso un’economia circolare? 

 

La transizione verso l’economia circolare: l’Italia contiene i danni

Il Rapporto 2022 del CEN evidenzia, in primis, quanto le difficoltà economiche siano legate tanto alla congiuntura quanto alla tendenza strutturale che caratterizza il contesto globalizzato.

L’economia attuale è, difatti, caratterizzata da una domanda crescente di materiali disponibili in quantità fisicamente limitate sul nostro pianeta. Di conseguenza, la crescita della domanda di materie prima ha innescato un circolo vizioso: la mancanza di forniture da un lato e l’aumento delle richieste dall’altro lato, ha comportato una distanza sempre più ampia tra domanda e offerta. 

A livello europeo, il nostro paese si distingue rispetto il consumo di materiali, il riciclo dei rifiuti e l’impiego circolare.

Per quanto concerne il consumo di materiali, a fronte di una media europea di 13 tonnellate pro capite di materiali per abitante, in Italia sono state consumate 7,4 tonnellate. Segue la Spagna (8,1), la (Francia (10,3), la Germania (13,4), la Spagna e la Polonia (17,5). Altro dato interessante riguarda la percentuale di riciclo di tutti i rifiuti: l’Italia ha quasi raggiunto il 68%; valore più elevato dell’Unione europea. 

Sul fronte della produttività delle risorse l’Italia registra un dato positivo. Negli ultimi dieci anni, il territorio italiano ha aumentato del 42% la produttività delle risorse, a fronte di una media europea del 17%. Per quanto riguarda l’utilizzo circolare della materia, l’Italia è solamente quarta a livello europeo. Difatti, ha raggiunto il 21, 6%; valore ben maggiore della media europea (12,8%). 

Inoltre, negli ultimi anni l’Italia ha visto un aumento del tasso di utilizzo circolare di materia, partendo dall’11,6% per arrivare al 21,6% (dal 2011 al 2020). Interessante è l’incremento del 2,1%, a fronte di un aumento medio a livello europeo dello 0,8%.

Aree di miglioramento: consumo di suolo, econinnovazione e riparazione di beni  

Se il nostro paese sembra eccellere nella gestione dei rifiuti e nel consumo di materiali, presenta una netta difficoltà nei temi del consumo di suolo, dell’econinnovazione e nella riparazione di beni.

Di particolare rilievo sono i dati relativi al consumo di suolo (2018). Di fronte al 4,2 % dei 27 Paesi europei che risultavano coperti da superficie artificiale, il 7,1% dell’intero territorio italiano è cementificato. Anche per quanto riguarda l’econinnovazione, l’Italia ha una posizione arretrata: è al tredicesimo posto dell’Ue con un valore di 102, nettamente inferiore alla media europea (140). 

Infine, il nostro paese si mostra più debole nella riparazione dei beni. Difatti, nel territorio italiano ci sono 23 mila aziende dedite alla riparazione di beni dall’ambito elettronico al vestiario; molto al di sotto rispetto ad altri paesi europei come la Francia (34 mila imprese) e la Spagna (28 mila).

In conclusione, di fronte la forte crescita delle materie prime e l’incertezza delle forniture, le performance italiane non consentano al nostro paese di raggiungere gli obiettivi che il quadro economico richiede. Nonostante ciò, emergono dei dati positivi che fanno sperare ad un miglioramento verso una più efficiente economia circolare. 

Come superare le difficoltà e migliorare le performance? Il nuovo Piano europeo per la transizione ecologica, approvato il 10 Febbraio 2021 dal Parlamento Europeo, ha previsto delle iniziative per lo sviluppo sostenibile della circolarità nei processi produttivi, in particolare rispetto la progettazione ecocompatibile dei prodotti e il ricorso alla Green Economy.

 

Per ulteriori approfondimenti, è possibile consultare i seguenti link:

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