La prassi di riferimento per i Professionisti della Sostenibilità

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La UNI/PdR 109:2021 rappresenta un importante segnale che testimonia l'esigenza di garantire che le competenze dei "professionisti della Sostenibilità" siano valorizzate attraverso riconoscimenti oggettivi, come la Certificazione.

Milano, 6 maggio 2022 - Oggi più che mai, sono necessarie figure professionali interne o esterne alle organizzazioni, come quella del CSR Manager e del CSR Auditor, che contribuiscano a facilitare il processo di integrazione della sostenibilità nei processi aziendali, strategia di business e a diffondere in modo competente e trasparente i temi ESG all’interno e all’esterno delle organizzazioni.

Al fine di qualificare e regolamentare queste figure ci ha pensato l’UNI, l’Ente Italiano di Normazione che, lo scorso 1 giugno ha ratificato la prassi di riferimento UNI/PdR 109 in tema di “Attività professionali non regolamentate: profili professionali nell’ambito della sostenibilità”.

La prassi si suddivide in due parti:

  • UNI/PdR 109.1:2021 Attività professionali non regolamentate: profili professionali nell’ambito della sostenibilità – Parte 1: Sustainability manager, Sustainability Practitioner

  • UNI/PdR 109.2:2021 Attività professionali non regolamentate: profili professionali nell’ambito della sostenibilità – Parte 2: Sustainability & CSR Auditor, SDG Action Manager, SDG User  

Partendo da una identificazione preliminare dei compiti e delle attività specifiche per ciascuna figura professionale, la prassi definisce i requisiti in termini di conoscenza, abilità, responsabilità e autonomia che ciascun professionista della Sostenibilità è tenuto a possedere. Tali requisiti sono espressi al fine di facilitare e contribuire nel rendere maggiormente omogenei e trasparenti i relativi processi di valutazione della conformità.

Ecco che, figure quali il CSR Manager e CSR Auditor possono oggi essere certificabili da Enti di Certificazione accreditati, grazie ad un esame che, in conformità alla UNI CEI EN ISO/IEC 17024, mira ad assicurare una sempre maggiore uniformità e trasparenza.

Una cosa è certa: indipendentemente dal percorso formativo e lavorativo svolto, ai "professionisti della Sostenibilità" è richiesto sempre più un mix di soft skills tecniche, comunicative e relazionali. Tali competenze trasversali necessitano di un aggiornamento continuo al fine di diffondere all'intero ecosistema aziendale e alla comunità una cultura di consapevolezza e sensibilità attorno ai temi ESG e creare un “moltiplicatore virtuoso”.

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